Non voglio dilungarmi con accenni storici noiosi, non è questo il luogo giusto, mi limito ad una breve storia in generale: è impossibile stabilire la data esatta della sua scoperta.
Tutto inizia con la camera oscura a seguito della necessità di catturare immagini.
Molto probabile che la camera oscura fosse già conosciuta nell'antica Grecia mentre le leggi dell'ottica sono state studiate da un gruppo di intelettuali italiani (1280).
Nel 1558 una descrizione dettagliata della camera oscura viene fatta da G.B. Della Porta che indica come funziona e come si realizza.
Intorno al 1700 l'oggetto viene rimpicciolito e perfezionato con un gioco di specchi dal quale esce un'immagine dritta su una lastra di vetro. Già verso la fine del 1800, T. Wedgwood cercò di sfruttare le proprietà chimiche dei sali d'aargento tentando di stampare un'immagine su un supporto ma senza successo.
Negli anni successivi Nicèphore Niépce, seguendo le orme del suo predecessore, riuscì ad ottenere su un supporto un'immagine permanente.
In quegli anni vi furono progressi sia in campo chimico che ottico e nel 1910 fu inventata la camera chiara che migliorava le caatratteristiche della camera oscura sia im funzionalità che in manegevolezza.
All'inizio del 1900 la ricerca scientifica studiò materiali che potevano registrare le variazioni di luminosità.
Louis-Jacques Mandè Daguerre inventore della dagherrotipia, si può considerare l'inventore della fotografia.
Lo sviluppo di questa tecnica permette un sensibile miglioramento degli obiettivi.
Un enorme progresso si ebbe nel 1928 quando fu introdotto il sistema reflex e furono aggiunti strati antiriflesso sulle lenti.
Nel 1948 fu introdotto il processo Polaroid in bianco e nero che poi fu esteso al colore.
Negli anni sessanta ebbe inizio l'automazione delle macchine iniziata con l'inserimento dell'esposimetro mentre l'accelerata dell'evoluzione tecnologica negli anni ottanta porta al completo automatismo di messa a fuoco ed esposizione e vengono installati nelle macchine motorini che provvedono al caricamento, all'avanzamento e al riavvolgimento della pellicola.
La successiva e almeno per ora ultima evoluzione ha portato alle macchine completamente digitali.
Si potrà spiegare in altra sede il CCD che è il componente principale, oltre all'obbiettivo naturalmente, di una macchina digitale, questo sistema non usa più la pellicola ma schede di memoria digitali sulle quali si possono salvare anche migliaia di foto; con la macchina digitale le foto si possono rivedere subito, stampare, elaborare con software di grafica, vedere direttamente sul TV o progettare presentazioni da salvare su DVD. Al momento evito di parlare del nuovo sistema evolutivo della 'Lytro' perchè non ancora sufficirntemente testato.